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Perchè utilizzare il Pellet?

Perchè utilizzare il Pellet? 2017-06-12T11:55:04+02:00

Cos’è il Pellet

Il legno in pellet è un combustibile ricavato dalla segatura essiccata. La norma UNI EN 14588 lo definisce come “biocombustibile addensato, generalmente in forma cilindrica, di lunghezza casuale tipicamente tra 5 mm e 30 mm, e con estremità interrotte, prodotto da biomassa polverizzata con o senza additivi di pressatura.

Caratteristiche principali del Pellet

La capacità legante della lignina, contenuta nella legna, permette di ottenere un prodotto compatto senza aggiungere additivi e sostanze chimiche estranee al legno, ottenendo un combustibile ad alta resa. L’umidità del materiale deve essere compresa in uno stretto intervallo (intorno al 15% m/m) per garantire una corretta pressatura.

La combustione del pellet di legno produce biossido di carbonio e inquinanti tipici della combustione delle biomasse solide come il PM10 Residuo tipico sono gli incombusti, e in particolare le ceneri, la cui quantità è strettamente dipendente dalla tipologia di biomassa (circa 3% per il legno, 9-15% per paglia).

Grazie alla pressatura il potere calorifico del pellet, a parità di volume ma non di peso, è circa doppio rispetto al legno. Sul rendimento calorico influisce in minima parte anche la percentuale di legni duri di origine.

Il pellet è utilizzato come combustibile per stufe di ultima generazione, in sostituzione dei ceppi di legno. Ciò comporta una serie di miglioramenti di tipo ecologico, energetico e di gestione dell’impianto di riscaldamento rispetto alle stufe tradizionali.

Tra i vantaggi ambientali è da notare come la produzione di pellets non sia strettamente legata all’abbattimento di alberi interi: infatti i pellets possono essere prodotti da numerosi materiali di scarto come segatura e scarti di lavorazione di falegnameria, che in questo modo vengono rivalorizzati come combustibile di largo consumo.

Come si produce il Pellet

I pellet sono cilindretti di legno pressato, prodotti a partire da residui di segatura e lavorazione del legno (trucioli e segatura), in genere prodotti da segherie e falegnamerie.

La materia prima è anticipatamente selezionata, essiccata e pulita dalle impurità, per ottenerne una qualità costante, con un’umidità residua ben determinata (circa 15%); la preparazione prevede inoltre una selezione di specie di legno più tenere (abeti, conifere) e una certa omogeneità qualitativa e dimensionale; la maggior accuratezza di questa preparazione si traduce in una miglior qualità del prodotto finito e in minor consumo di energia per la produzione.

Per la produzione di una tonnellata di pellet occorrono dai sei agli otto metri cubi di trucioli e segatura. Dopo la preparazione della materia prima, il materiale è immesso nelle presse tramite un trasportatore a coclea.

La pressa con un sistema di cilindri comprime il materiale, e lo fa passare attraverso i fori di una trafila, che lo riduce in lunghi spaghetti caldi, poi tagliati alla lunghezza desiderata (6–8 mm) e raffreddati nell’ambiente (aria).

La pressatura agisce sulla materia prima, trasformando la lignina in collante che riveste le fibre di cellulosa.

Per conferire al materiale una certa resistenza all’abrasione si usa aggiungere sostanze naturali (amido e farina) che facilitano anche la pressatura, in ragione di un massimo normato del 2%; agli effetti pratici si usa un’aggiunta di non più del 0,5%. La normativa prescrive inoltre che le polveri del prodotto non superino l’1%, perciò, prima dello stoccaggio, si setaccia il prodotto eliminando polveri e altri resti.

Il consumo d’energia necessario alla produzione e alla distribuzione del pellet partendo da resti secchi del legno è di circa il 2,7% dell’energia finale, molto minore di quello richiesto dal metano o dal gasolio (circa 10% e 12% rispettivamente).

Il nostro Pellet a Km0 dell’Appennino Tosco-Emiliano

Parmafuoco ha costruito un proprio impianto di produzione pellet con l’obiettivo principale di realizzare un prodotto esclusivamente naturale.
Il pellet da noi prodotto e venduto presso il nostro punto vendita di Cascina Piano (Langhirano) Strada Massese n°43/A, infatti, è realizzato rigorosamente con segatura di fusto dell’Appennino Tosco Emiliano, senza l’aggiunta di nessun legante.

Cos’è il Cippato?

Il cippato è legno ridotto in scaglie con dimensioni variabili da alcuni millimetri a qualche centimetro. Viene prodotto a partire da tronchi e ramaglie attraverso la cippatrice. Può essere utilizzato come combustibile o materia prima per processi naturali e/o industriali.

Il cippato, come le altre biomasse ligno-cellulosiche, non può essere considerato di per sé una fonte rinnovabile come sole e vento per i lunghi – quando possibili – tempi di formazione e crescita della pianta d’origine; tuttavia il cippato può costituire la materia prima per la crescita delle specie vegetali d’origine in un ciclo chiuso. Condizione necessaria è che il prelievo dalla sorgente non sia superiore all’accrescimento della stessa. Il cippato può essere prodotto da scarti di lavorazioni agricole e forestali o da colture dedicate (short rotation). Il cippato può essere utilizzato sia per la generazione elettrica in centrali a biomasse, sia per produrre calore o in forma combinata in impianti di cogenerazione. Può alimentare sia impianti di piccola taglia (pochi kW) che grandi impianti fino all’ordine di diversi MW. In Italia si sta diffondendo il suo utilizzo a causa dei bassi costi di produzione e grazie all’incentivazione dei Certificati Bianchi (TEE) nelle caldaie a biomassa e negli impianti a Pirogassificazione. Data la sua origine biologica, se non contaminato, può essere un ottimo elemento, economico e naturale, per orti, terreni agricoli, giardini e per produrre compost.

Siamo produttori anche di Cippato, la materia prima è proveniente dal nostro territorio: l’Appennino Tosco-Emiliano a pochi Km dalla nostra sede di Lagrimone (PR).

Confronto tra combustibili utilizzati per il riscaldamento

Calcolo del risparmio Energetico

La formula per calcolare i consumi

Per verificare quanto consuma la tua stufa a pellet, devi avere:

  • Superficie e altezza della tua abitazione. Serve a stabilire quanto calore ti serve, considerato il fatto che le stufe a pellet consentono di ottenere il riscaldamento ottimale in abitazioni piccole e medie.
  • Coefficiente termico. Serve a determinare il calore da generare in base alle condizioni esterne.

Per calcolare i consumi della tua stufa a pellet, devi moltiplicare la superficie della tua casa per l’altezza, per poi moltiplicare il risultato che ottieni per il coefficiente termico (35 in zone temperate, 40 per quelle più fredde). Alla fine, dovrai dividere il risultato ottenuto per 862, coefficiente necessario per il passaggio dalle chilocalorie (= calore sprigionato) al consumo elettrico in chilowattora (= kW/h). La formula è:

[(Superficie x altezza) x 35] : 862.

Per esempio, su una casa di 80 metri quadri, avrai:

[(80 x 3) x 35] : 862 = [240 x 35] : 862 = 8400 : 862 = 9,74 kW/h

Questo metodo per calcolare i consumi della stufa a pellet serve anche per scegliere il modello migliore, dato che l’indicazione del consumo orario di energia si trova nell’etichetta dell’elettrodomestico. In alternativa, se vuoi semplicemente fare un calcolo annuale della spesa, puoi usare questa seconda formula:

(Costo del pellet + costo in bolletta) : giorni di utilizzo

Seguendo questa formula semplificata, avrai:

(735 + 11,20) : 210 = 746,20 : 210 = 3,55 Euro al giorno.